


Siamo nella zona denominata dell’Appennino Perduto.
Qui, un tempo, non troppo lontano vivevano comunità di persone in piccoli borghi, oggi completamente disabitati e diroccati.
Tallacano é uno di questi. Dopo diversi anni dal terremoto del 2016, è stato riaperto ed è possibile camminare tra le vie e le case oramai vuote.

















Si comprende che, alcuni proprietari di case e terreni adibiti a piantagioni di castagne e marroni, vengano a custodire e raccogliere i frutti delle loro piante.
Si percepisce il silenzio più totale, interrotto solo dal suono di uccelli.




Alcuni gattini saltano da una porta all’altra con curiosità verso i forestieri che vagano per le stradine.
Nonostante il silenzio e l’abbandono, si respira un’aria pulita e leggera, la vista si apre a valli coperte di alberi che stanno assumendo i colori d’autunno.
Alcune porte di case sembrano voler raccontare una storia oramai dimenticata dai più e chissà, forse perduta, come la vita in quelle abitazioni. Ci sono incisioni con scritte e date che avrei una gran voglia di conoscere. Che, il sacrificio di tante persone, che hanno, nel tempo, costruito le loro abitazioni e le lore storie, non sia dimenticato.
Da Tallacano, attraverso un breve percorso, si raggiunge il Sasso Spaccato, una formazione naturale di rocce che, nel tempo si sono divise, dando vita a un sentiero. Il fascino di questo luogo é indiscutibile, camminare tra queste rocce alte, ti fa sentire davvero piccolo e il timore é quello di essere inghiottito dalle stesse.



Alti alberi di castagno con i ricci ancora attaccati ai rami, il cielo azzurro con nuvolette che sembrano dipinte su di esso e la possibilità di camminare in un luogo che é stato, nei secoli, attraversato da uomini che con il loro duro lavoro hanno permesso il mantenimento di tutto ciò.
E la bellezza della natura che lascia sempre poco spazio alla fantasia ❤️
