
Mio nonno materno era un contadino mezzadro e amava la terra con i suoi frutti, amava il suo lavoro, anche se era molto faticoso, visto che non si avevano i mezzi di oggi.
Mia mamma, ultima di sette figli, racconta come i suoi genitori, molto dignitosamente, li abbiamo cresciuti con questo lavoro.
Ho avuto la fortuna di vivere con mio nonno fino all’età dell’adolescenza e ho fatto tesoro dei suoi racconti, anche se solo da grande mi sono resa conto di come sia stata dura la sua vita.
Quando viveva con noi, aveva un piccolo pezzo di terra in cui piantava diverse cose, tra cui le fragole. Perché ricordo le fragole? Le sue fragole erano piccole ma avevano un sapore così dolce anche se non erano ancora mature. Io non ho più mangiato fragole così buone.
Da piccola andavo a fare la spesa con mia mamma e dal fruttivendolo, vedevo cassette piene di fragole e altra frutta, grande e di colore perfetto, così come era perfetta la loro sistemazione. Ricordo che dicevo alla mamma di comprarle, perché erano troppo belle. Ma lei, mi diceva che noi la frutta l’avevamo dall’ orto di nonno.
La frutta dell’orto di nonno era diversa, piccola e un po bruttina e io avrei voluto assaggiare quella che si comprava, più grande e perfetta.
Solo più tardi, da grande, avrei capito la fortuna che avevo avuto nel poter mangiare la frutta coltivata da nonno.
Stasera, dopo aver terminato la raccolta delle olive dall’uliveto di casa, stanca e seduta in poltrona, penso alla fortuna di poter mangiare una fetta di pane con l’olio, prodotto in casa e agli insegnamenti di mio nonno, perché oggi, mentre ero lì, con il rastrello in mano,sotto la pianta , a stendere tende, mi é venuto in mente proprio lui, nonno Lello❤️




