“Confini non ne ho mai visto uno. Ma ho sentito che esistono nella mente di alcune persone.”
Thor Heyerdahl






Non esistono confini é vero, ma é anche nei piatti tradizionali che trovi l’identità di un borgo, di un territorio, con i confini incorporati. Oltre ai monumenti, all’architettura, c’é la gente che ha saputo mantenere e trasmettere la tradizione culinaria.
I confini sono scritti su una carta geografica, ma gli uomini con il loro continuo desiderio di viaggiare, scoprire, innamorarsi, hanno inconsapevolmente contaminato i piatti.
Ecco che, spesso, ti ritrovi a mangiare a Narni, un piatto di pasta, chiamata Manfricoli che, assomiglia ai Taccù del mio paese.
Fatta di farina, acqua e albume, sembra uno spaghettone corto, irregolare, che ha il potere di assorbire tanto sugo.

Non c’è il mare in Umbria, ma ci sono i fiumi, le Cascate, i laghi.
Poi, ci sono le vette, le colline e non ci sono le grandi pianure, ma ci sono le conche. Bellissimi verdi e fitti boschi, con eremi, monasteri e tanta spiritualità.



Il nostro viaggio inizia nella città di Amelia. Al confine con il Lazio, protetta da una cinta muraria possente fatta di blocchi di calcare massiccio poligonali incastrati a secco tra loro. È una delle città più antiche d’Italia. Camminando nel suo borgo storico, tra strette vie che si incrociano tra loro, riesci a vedere tra i suoi antichi palazzi, la ricchezza delle facciate, dell’interno delle Chiese, delle Cisterne romane. Il tutto reso speciale da cibi che si fanno assaporare e gustare. Funghi, tartufi neri, carne alla brace, cacciagione e dolci. Tra i dolci spiccano i Fichi Girotti, fatti essiccare e uno ad uno, riempiti di cioccolato, canditi, noci mandorle. Una vera ghiottoneria😋













Il relax é assicurato qui! Dopo un po di riposo e una ricca colazione, ci dirigiamo verso Narni.
La città ci accoglie con un tiepido sole e tutto sembra più bello. Circondata da colline completamente coperte da arbusti, il punto di vista più ampio dalla Rocca, che é il più alto della città.

Anticamente Narnia, la sua storia riecheggia nelle piazze, nei vicoli, nelle chiese e nei palazzi che formano la città.














Nel 1707, nella vicina località di Stifone fu iniziata la costruzione di una ferriera, che poi venne trasformata nel 1890 in centrale elettrica.
É proprio Stifone, un piccolo borgo affacciato sul fiume Nera. Immerso nella naturale bellezza incontaminata del suo paesaggio. Un piccolo rifugio per i suoi 40 abitanti: stradine lastricate, case in pietra dai colori perfettamente integrati nella natura del luogo. Questo borgo ha una storia che risale ai tempi dell’antica Roma ed era un punto nevralgico, in quanto, con la sua posizione strategica, permetteva il commercio fluviale e la costruzioni di navi. Le sorgenti subacquee con la loro alta concentrazione di minerali, conferiscono all’acqua del fiume un colore turchese intenso, rendendo questo angolo, un piccolo paradiso terrestre.

















Ultima tappa di questo breve viaggio è Spoleto. Anche con la pioggia, questa città, sa come rapire l’attenzione del visitatore. Dalla Rocca Albornoz che sovrasta la città, al Ponte delle Torri; dalla piazza del Duomo con la famosa scalinata e l’incantevole facciata alle vie costellate di palazzi. È una città facile: dal parcheggio multipiano, si raggiunge, attraverso una scala mobile, tutti i punti nevralgici della città. E si mangia benissimo!









Abbiamo soggiornato per due notti in una struttura petfriendly. Il nostro cagnolino é stato felicissimo di avere tanto spazio per poter scorrazzare libero. Per noi camera spaziosa, cucina funzionale, ingresso indipendente etanta pace. Immersa nel verde, vista favolosa e relax assicurato.
A Calvi dell’Umbria, Tenuta San Savino delle Rocchette https://www.tenutasansavinodellerocchette.it/weekend-di-relax-in-umbria/?gad_source=1&gclid=Cj0KCQiAhbi8BhDIARIsAJLOluewNNdWWslK41jF3_2Q9cAOuJ-xlfm63_nWNGu_H5S92AHauT5AzisaAsnGEALw_wcB






