E’ qui, immerso nella natura del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che sorge il Santuario della Madonna dell’Ambro. Situato a poco più di 600 metri dall’altitudine tra il Monte Priora e Monte Castel Manardo, é uno dei santuari delle Marche più antichi e più visitati dopo quello di Loreto. Questo edificio fu eretto intorno all’anno Mille in onore alla Madonna dopo una sua apparizione a una bambina sordomuta. Santina, umile pastorella, muta fin dalla nascita, ottenne la parola grazie alla sua devozione verso un’immagine della Vergine posta nella cavità di un faggio.
















Il Santuario si presenta a navata unica con sei cappelle laterali, tre per lato e presbiterio sopraelevato. Il 15 agosto si celebra la festa del Santuario che richiama moltissimi pellegrini.
Tornare in questo luogo, dopo molto tempo, é stato emozionante. E’ qui che sono custoditi molti ricordi belli legati a un’altra vita. E, nonostante la moltitudine di persone che affollano il luogo, c’é sempre un silenzio rispettoso. Per cui, quando arrivi, i ricordi riaffiorano ed é come tornare indietro nel tempo, ogni tassello riprende il suo posto, il puzzle dei momenti si ricompone e tutto torna chiaro. Insomma, questo é un luogo che invita a meditare.
Dopo aver partecipato a una parte di messa e un giretto all’esterno per respirare un po di aria fresca e godere del rumoroso fragore delle acque dell’Ambro che scorrono, ci dirigiamo verso il borgo di Montefortino.
Il borgo fortificato venne costruito intorno nel dodicesimo secolo. Ed é camminando nelle sue vie che comprendi il significativo patrimonio di beni culturali che possiede. All’improvviso, ti trovi davanti facciate di palazzi nobiliari ben conservati o recentemente ristrutturati. Il perimetro del borgo appare segnato da porzioni di mura castellane con alcune torri di avvitamento e tre porte d’ingresso.
Purtroppo, visto l’orario, non siamo riusciti a visitare la Pinacoteca Civica, sarà un buon motivo per ritornare.

















La vista é unica. Cime che raggiungono i 2000 metri come la Priora o il Pizzo Berro e la fascinosa Sibilla con tutte le sue storie di profetesse.
Ovviamente, non ci siamo fatti mancare un bel pranzetto a base di funghi.




