La bellezza salverà la terra
Dostoevskij




Sono convinta di questo! E lo cominci a percepire quando, uscendo dalla lunga galleria del traforo di Forca Canapine, dall’alto scorgi la Valnerina immersa in un tappeto denso di nubi. Ha il fascino di luoghi nascosti, avvolti da un mistero che, ogni volta, ti stupiscono per la loro semplice bellezza, per la cura che gli abitanti sanno donare alla loro terra. Questo è amore , ma è un amore che desiderano condividere con gli altri perché gli umbri sono sempre molto accoglienti. Lo sono anche per il loro cibo, fatto di ingredienti che coltivano e trasformano loro stessi, con le loro mani.
Vallo di Nera é ubicato su un colle, alle cui pendici, scorre il fiume Nera. E’ un borgo immerso nel verde, circondato dai monti e un perfetto simbolo di luogo in cui il tempo si é fermato, un borgo medievale straordinariamente conservato dal 1217.

La passeggiate tra le sue vie, tra le sue case che si aggrappano l’un l’altra sul poggio, si fa molto piacevole, si può chiacchierare senza essere interrotti dal rumore e dal passaggio delle automobili e ogni giro di angolo, ogni fine salita é una scoperta. Archetti, loggette, finestrelle, fontanelle, piazzette e tutto mantenuto in perfetta sintonia, persino gli sportelli che coprono i contatori sono dipinti.



Ogni tanto, ad interrompere questa atipica quiete, grida di bimbi e “rumori” di gesta domestiche provengono dall’interno delle abitazioni. Sono “rumori” che accompagnano la passeggiata, che quasi tendono a dirti che non sei solo.















Immagini che sicuramente non rendono giustizia a tanta bellezza. E’ stato divertente girovagare senza meta, senza orologio, osservare con stupore dettagli di vita vissuta, di portoni, di finestrelle, di pietre levigate dal tempo, dal colore del cielo, dal tiepido sole di ottobre, dalla grazia di una colonia di gattini che si crogiolano al sole.



Tre chiese romaniche sono i tesori artistici di Vallo di Nera.


La Chiesa di San Giovanni Battista domina il paese sulla parte più alta del colle.

La Chiesa di Santa Caterina che trova spazio in un piccolo auditorium.















La chiesa di Santa Maria, iniziata nel 1273, si presenta con un bel portale gotico. L’interno é sorprendente per la quantità di affreschi che l’adornano, opera di artisti di scuola giottesca. Qui sono ancora i campanari a suonare manualmente le campane, collocate nella possente torre quadrata.
Il luogo e l’empatia che si é creata con esso, ci ha stimolato a trattenerci per una pausa pranzo che ha reso ancor di più, la giornata deliziosamente incantevole.
Grazie a chi, ogni giorno, lotta contro l’abbandono di luoghi come questi e che fa di tutto perché vengano preservati dalle ingiustizie del tempo.
