Viaggiare per scoprire: catturare la bellezza con la fotografia

“Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco”.

Josef Koudelka

Una frase che racchiude molte riflessioni!

Sento la necessità, sempre più frequente, di spostarmi dal luogo dove vivo e dove lavoro, proprio per “non diventare cieco”. Mi piace viaggiare per conoscere luoghi nuovi, ma anche per conoscere persone nuove, cibo nuovo e situazioni nuove. E, a volte, basta davvero poco, bastano pochi metri per vedere le cose in maniera diversa.

Viaggiare, scoprire, é un modo per non rimanere ancorati alle proprie comodità, é crescita personale: apre la mente, aumenta la sicurezza, sviluppa l’empatia.

Quando viaggio, la prima cosa che metto in valigia é la macchina fotografica. La fotografia é per me, da sempre, un modo per catturare l’attimo, per non dimenticare, a distanza di tempo, istanti che non torneranno. È, per me, un modo per allenare lo sguardo a trovare la bellezza nei dettagli. È un modo, per lasciare traccia visiva alle generazioni future.

Ed é per questo motivo che, nei miei racconti, troverai più immagini che parole: un’immagine, spesso, dice molto di più di mille parole!

Il mio timore più grande é di non riuscire a ricordare certi momenti, di dimenticare.

Questa di fine giugno é stata, sicuramente, un’esperienza rilassante, vissuta in una situazione in cui il caldo ci ha messo a dura prova. Nonostante ciò, siamo riusciti a visitare dei luoghi molto interessanti dal punto di vista storico/ambientale. Abbiamo soggiornato in un agriturismo a Tolfa nel Lazio e visitato il Parco Archeologico Naturalistico di Vulci con il Castello dell’Abbadia e la Riserva Naturale dell’antica Monterano con il borgo fantasma e la zolfatara.

Agriturismo “l’ottava goccia”, si trova a Tolfa. Qui, abbiamo trovato la sistemazione ideale per quattro giorni. Poche camere, questo antico casolare ristrutturato e circondato da una vegetazione rigogliosa, ha il potere di mettere a proprio agio l’ospite. Nella piscina d’acqua salata, ho trascorso i pomeriggi in totale relax, riuscendo a staccare dalla routine lasciata a casa.

Nella terrazza coperta di vite americana, con i raggi di sole che filtrano fino ad arrivare sulla tavola, viene servita la colazione e la cena. Il cibo servito è sempre accompagnato da tanta gentilezza, é un cibo buono, che sa di amore per la terra.

Rio, sempre con noi, in tutti gli ambienti, sempre accolto con generosità da tutti.https://www.ottavagoccia.it/

L’area del Parco Archeologico di Vulci custodisce testimonianze di una delle più potenti città etrusche del Mediterraneo.

I resti della città e le sue necropoli sono protetti all’interno di questo parco, in un area di 120 ettari immersa nella natura incontaminata. Tra le più suggestive, il Castello dell’Abbadia e il laghetto del Pellicone, nel quale sono stati girati molti film famosi. Un piccolo specchio d’acqua formato da una cascata del fiume Fiora, circondato da pareti di roccia vulcanica.

L’affascinante città fantasma di Monterano, abbandonata a inizio Ottocento. Posizionata su uno sperone tufaceo tra i monti della Tolfa e il Lago di Bracciano.

L’ambiente naturale é di rara bellezza, non a caso qui sono stati ospitati set di vari film, tra cui Ben-Hur (1959) con Charlton Heston e il marchese del Grillo (1981) con Alberto Sordi.

Il territorio della riserva comprende anche testimonianze d’epoca etrusca, forre e sorgenti sulfuree.

Monterano é stato abbandonato alla fine del XVIII secolo a causa di una grave epidemia di malaria e per i saccheggi e le distruzioni subite nel 1799 dalle truppe francesi, che spinsero i sopravvissuti a rifondare il centro abitato nel vicino paese di Canale Monterano.

Il palazzo Ducale con la Fontana del Leone del Bernini, la Fontana del Bernini. l’Acquedotto e il Convento di San Bonaventura, lascia davvero senza fiato, é a dir poco stupefacente! E, non serve di certo chiudere gli occhi per immaginare di vivere in un altra epoca, è tutto intorno a te, tutto é vivo.

Questo gigantesco monumento “Statua del Bacio”, si trova nel porticciolo di Santa Marinella, sulla costa laziale. Un simbolo di pace attraverso il bacio, un potente strumento di affetto. Realizzata riprendendo il soggetto di una famosissima fotografia denominata “Unconditional Surrender”, in cui un marinaio americano bacia un’infermiera, scattata a New York nel 1945, alla fine della seconda guerra Mondiale.

Santa Marinella, denominata Perla del Tirreno per la bellezza delle sue spiagge e scogliere. Nella frazione di Santa Severa, un celebre castello medievale affacciato direttamente sul mare. Anche qui, abbiamo ceduto alla tentazione di toccare l’acqua limpida e cristallina.

Giallo, senza sale, di profumo intenso di cereali, crosta spessa: il pane giallo di Allumiere.

Questo pane é a rischio estinzione perché deve la sua sopravvivenza alla volontà ed al sapere di pochi panificatori rimasti.

Ne ho voluto acquistare qualche pagnotta da portare a casa, il suo profumo ha accompagnato i nostri pasti per molti giorni dopo la vacanza.

Il cibo rimane la memoria più viva di un territorio. I profumi, i sapori raccontano l’anima di una terra.

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